Turismo Digitale

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2015 è stato pubblicato il decreto attuativo 12 febbraio 2015 del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, emanato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze , “Disposizioni applicative per l’attribuzione del credito d’imposta agli esercizi ricettivi, agenzie di viaggi e tour operator” che fissa regole, criteri e modalità per la concessione del credito d’imposta, previsto dall’art. 9 del D.L. 83/2014Art bonus”, convertito in Legge 106/2014, per sostenere la competitività del sistema turistico e per la digitalizzazione del settore.

Il decreto individua i soggetti beneficiari e le tipologie di spese eleggibili e stabilisce le procedure per l’ammissione al beneficio nel rispetto del plafond stabilito.

Soggetti beneficiari del credito d’imposta sono gli esercizi ricettivi, singoli o aggregati con servizi extra-ricettivi o ancillari, e delle agenzie di viaggio e tour operator c.d. “incoming”:

a) “esercizio ricettivo singolo”: la struttura, organizzata in forma imprenditoriale, riconducibile alle seguenti tipologie:

1) struttura alberghiera: struttura aperta al pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che fornisce alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere situate in uno o più edifici. Tale struttura è composta da non meno di sette camere per il pernottamento degli ospiti. Sono strutture alberghiere gli alberghi, i villaggi albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, i condhotel e i marina resort di cui agli articoli 31 e 32 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, nonché’ quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali;

2) struttura extra-alberghiera: affittacamere; ostelli per la gioventù; case e appartamenti per vacanze; residence; case per ferie; bed and breakfast; rifugi montani, nonché’ le strutture individuate come tali dalle specifiche normative regionali;

b) “esercizio ricettivo aggregato con servizi extra-ricettivi o ancillari”: l’aggregazione, nella forma del consorzio, delle reti d’impresa, delle ATI e organismi o enti similari, di un esercizio ricettivo singolo, come definito nella lettera a), con soggetti che forniscano servizi accessori alla ricettività, quali ristorazione, trasporto, prenotazione, promozione, commercializzazione, accoglienza turistica e attività analoghe; il destinatario dell’agevolazione fiscale è l’esercizio ricettivo singolo componente l’aggregazione;

c) “agenzie di viaggio e tour operator”: quelle che applicano lo studio di settore approvato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 28 dicembre 2012, e successive modificazioni e che risultino appartenenti al cluster 10 – Agenzie intermediarie specializzate in turismo incoming, o al cluster 11 – Agenzie specializzate in turismo incoming, di cui all’allegato 15 annesso al predetto decreto.

Sono considerate eleggibili le seguenti spese:

  • impianti wi-fi (a condizione che l’esercizio ricettivo metta a disposizione dei propri clienti un servizio gratuito di velocità di connessione pari ad almeno 1 Megabit/s in download): acquisto e installazione di modem/router; dotazione hardware per la ricezione del servizio mobile (antenne terrestri, parabole, ripetitori di segnale);
  • siti web ottimizzati per il sistema mobile: acquisto di software e applicazioni;
  • programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purché’ in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l’integrazione tra servizi ricettivi ed extra-ricettivi: acquisto software; acquisto hardware (server, hard disk);
  • spese per spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio: contratto di fornitura spazi web e pubblicità on-line;
  • servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale: contratto di fornitura di prestazioni e di servizi;
  • strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità: contratto di fornitura di prestazioni e di servizi; acquisto di software;
  • spese per servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente: contratto di fornitura di prestazioni e di servizi (docenze e tutoraggio).

Le singole voci di spesa sono eleggibili, ciascuna, nella misura del 100%. “L’importo totale delle spese eleggibili è, in ogni caso, limitato alla somma di 41.666 euro per ciascun soggetto ammesso al beneficio, che, di conseguenza, potrà usufruire di un credito d’imposta complessivo massimo pari a 12.500 euro.”

Le spese ammissibili sono quelle effettivamente sostenute (ai sensi dell’art. 109 del DPR 22 dicembre 1986, n. 917 – T.U. delle imposte sui redditi). L’effettività del sostenimento delle spese deve risultare da apposita attestazione rilasciata dal presidente del collegio sindacale, ovvero da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, o nell’albo dei periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale.

Il credito d’imposta è concesso a ciascuna impresa “nel rispetto dei limiti e delle condizioni di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013” (limiti imposti dalla regola del “de minimis”) nella misura del 30% dei costi, con esclusione dei costi relativi alla intermediazione commerciale ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo fino all’importo massimo complessivo di 12.500 euro nei periodi di imposta 2014, 2015 e 2015, e comunque fino all’esaurimento dell’importo massimo di 15 milioni di euro per ciascuno dei periodi di imposta 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019.

Il credito di imposta “è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale.”

Per il riconoscimento del credito d’imposta, l’impresa deve presentare domanda al Ministero dei beni culturali, secondo modalità telematiche che devono essere definite dal Mibact stesso. L’istanza deve essere trasmessa dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui si sono effettuate le spese agevolabili, tranne per le spese sostenute nel 2014, la cui richiesta deve essere inoltrata entro 60 giorni dalla predisposizione delle suddette regole telematiche. Le risorse saranno assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

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